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Editoriali

Rimedi naturali nel trattamento dell’ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività)

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Iadhd_boy-e1377739726605l disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo evolutivo del comportamento che interessa i bambini fin dai primi mesi di vita ed è caratterizzato da difficoltà di attenzione e concentrazione, impulsività e iperattività. Tale patologia sembra essere correlata a una ridotta estensione nei bambini con diagnosi di ADHD di determinate aree cerebrali coinvolte nella regolazione dell’attenzione. In tali settori del cervello è stato rilevato un minor consumo di ossigeno e glucosio ed un deficit nella trasmissione dopaminergica e noradrenergica che i ricercatori considerano la causa dell’alterata funzione di arresto e selezione degli impulsi sensoriali in ingresso al SNC.

TRATTAMENTI

Il trattamento dei sintomi dell’ADHD consiste in una combinazione di approcci diversi: terapie comportamentali, interventi clinico-psicologici e somministrazione di molecole psicoattive. Poiché l’uso di tali sostanze, a seguito degli effshutterstock_45724360etti collaterali, non è raccomandato per i bambini in età pediatrica, spesso le famiglie ricorrono ai rimedi naturali nel
tentativo di migliorare alcuni sintomi di questa complessa condizione.

Effetti positivi sono stati riscontrati in bambini con disturbi
dell’attenzione e iperattività a seguito della somministrazione di un prodotto commerciale a base di ginkgo biloba, impiegata sia per gli effetti antiossidanti e neuroprotettivi dei suoi metaboliti (quercetina, kaempferolo…), sia per il suo presunto contributo nell’aumentare l’afflusso di sangue al cervello, in associazione con ginseng americano (Panax quinquefolium).

Vi sono alcune evidenze scientifiche anche per quanto riguarda la fosfatidilserina, il fosfolipide più abbondante nel cervello umano e presente in natura in elevate quantità all’interno dei semi di soia. Tali evidenze dimostrerebbero un effetto della molecola sull’incremento dei livelli di alcuni neurotrasmettitori, tra cui la dopamina e la noradrenalina, che potrebbe rivelarsi positivo per la riduzione di alcuni sintomi dell’ADHD.

Poiché nei bambini con ADHD i livelli serici di acidi grassi omega-3 e omega-6 risultano più bassi rispetto a quelli di bambini in condizioni normali, si è supposto che un’integrazione alimentare con acidi grassi polinsaturi possa svolgere un ruolo positivo. A tal proposito, alcune ricerche cliniche hanno evidenziato che l’integrazione alimentare con olio di pesce, ricco di acidi grassi essenziali EPA e DHA (rispettivamente acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico), impiegato in combinazione con l’olio di enotera, può migliorare le funzioni cognitive in bambini con ADHD nella fascia 8-12 anni. L’integrazione con il solo olio di enotera (fonte di acido gamma-linolenico), così come la somministrazione del solo acido grasso DHA, non sortisce invece tali effetti positivi.

Infine, l’integrazione con minerali implicati nel metabolismo neuronale quali ferro e zinco potrebbe rivelarsi utile nei soggetti con ADHD, nei quali, per altro, sono stati riscontrati livelli ematici di questi elementi inferiori rispetto a quelli dei bambini controllo.

CONCLUSIONI

Nonostante vi siano alcune evidenze circa il potenziale contributo dei suddetti rimedi naturali nel migliorare alcuni sintomi del disordine da iperattività, sono ritenuti, tuttavia, necessari ulteriori studi per verificare la sicurezza e l’efficacia di tali rimedi sul lungo termine, sia nei bambini che negli adulti.

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