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Sciatalgia, le possibili cause e come curarla

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foto sciaticaCorrenti d’aria fredda, umidità e bassa pressione: sono i fattori climatici che caratterizzano il passaggio tra autunno e inverno e che da soli potrebbero spiegare la maggior parte dei malanni (come il mal di schiena) in cui possiamo incappare in questa stagione. I muscoli e le articolazioni sono le strutture del corpo che possono risentirne maggiormente, in quanto sono provvisti di recettori particolarmente sensibili alle variazioni atmosferiche. E così ecco che iniziano a sentirsi sciatica e/o mal di schiena, disturbi che ci bloccano a letto e ci costringono all’immobilità forzata.

La sciatalgia, anche detta “sciatica”, è l’infiammazione del nervo sciatico. Vediamo come si manifesta, le cause e le cure più efficaci.

La sciatalgia, volgarmente nota come “sciatica”, è un disturbo doloroso provocato dall’infiammazione del nervo sciatico, il più lungo del corpo umano che dall’anca attraversa tutta la gamba.

Questa sindrome, non grave ma invalidante, può colpire tutti ad ogni età, sia uomini che donne, ed è dovuta in genere ad un problema di compressione. In realtà sono molteplici le cause che possono provocare la sciatica, la quale, a sua volta, si distingue in acuta e cronica.

Nel primo caso la sciatalgia insorge all’improvviso a causa di un danno meccanico come un trauma (ad esempio uno sforzo eccessivo), la gravidanza avanzata (quando l’utero ingrossato preme sui nervi del bacino), un colpo di freddo. Nel secondo caso l’infiammazione cronica (seppur intermittente), è piuttosto provocata da un problema non transitorio. Tra le cause più comuni di sciatalgia cronica troviamo:

  • Ernia del disco
  • Deviazioni della colonna vertebrale (scoliosi, iperlordosi soprattutto)
  • Tumori ossei
  • Mialgie
  • Artrosi
  • Difetti posturali

Per quanto riguarda i sintomi, essi sono facilmente riconoscibili e sempre uguali sia per la sciatalgia cronica che per quella acuta:

  • Dolore forte che si irradia dalla parte bassa della schiena (ultime vertebre sacrali) al gluteo fino alla gamba
  • Intorpidimento e formicolio generalizzato
  • Difficoltà nella deambulazione, talvolta impossibilità a muovere la gamba

Diagnosi

La diagnosi di sciatica si basa sull’ esame clinico, che si effettua quando la sintomatologia risale a qualche giorno o al massimo a qualche settimana. Il medico, per definire la causa della sciatica, esegue alcune manovre su tutto il decorso del nervo sciatico in grado di evocare o accentuare il dolore. Gli esami diagnostici servono invece a individuare con precisione la causa della sciatalgia e si richiedono quando il dolore dura da almeno un mese e non vi è una risposta alla terapia prescritta dal medico sulla base dell’esame clinico (radiografia del rachide lombro-sacrale, risonanza magnetica, elettromiografia e neurografia a risonanza magnetica). Gli esami del sangue sono poco utili, se non a volte la VES e la proteina C reattiva, per dimostrare la presenza di un processo infiammatorio in corso.

Come si cura la sciatalgia?

Per alleviare il dolore in fase acuta si può assumere un farmaco antinfiammatorio o antidolorifico da banco da associare agli impacchi freddi (ad esempio con la borsa del ghiaccio) da applicare sul punto dolorante per i primi giorni dalla comparsa del sintomo.

In seguito, quando la sciatalgia acuta sia in fase di risoluzione, si possono sostituire gli impacchi freddi con quelli caldi, in modo da rilassare la parte, e cominciare a fare qualche massaggio fisioterapico. Se la sciatalgia è cronica, attraverso esami radiografici e risonanza magnetica si dovrà risalire alla causa scatenante del dolore e agire su quella.

In caso di cattivo allineamento della colonna, difetti posturali, scoliosi, è molto utile la e gli esercizi di stretching specifici, così come la rieducazione attraverso trattamenti fisioterapici. Se all’origine c’è un’ernia del disco, si può anche ipotizzare un intervento chirurgico, se possibile.

Altre ottime soluzioni non invasive sono i trattamenti osteopatici e chiropratici di manipolazione meccanica, che agiscono su tutta la struttura osteoarticolare e vertebrale per riallineare la colonna e decomprimere il nervo sciatico.

Onde evitare di comprimere e gravare sui nervi del bacino, poi, è consigliabile mantenere un buon peso forma e dimagrire se in sovrappeso.

Se le misure conservative non riescono ad alleviare il dolore nel giro di alcuni mesi, la sciatica può essere curata ricorrendo a una delle opzioni seguenti:

  • Iniezioni epidurali di steroidi. In alcuni casi il medico potrebbe iniettarvi un farmaco corticosteroide nella zona colpita (infiltrazione). I corticosteroidi imitano gli effetti degli ormoni cortisone e idrocortisone, prodotti dalla parte corticale (corteccia) delle ghiandole surrenali. Se prescritti in dosi maggiori rispetto a quelle normalmente prodotte dall’organismo, i corticosteroidi sopprimono l’infiammazione del nervo e quindi contribuiscono ad alleviare il dolore. L’utilità di queste sostanze per la terapia della sciatica è tuttora oggetto di dibattito. Alcune ricerche hanno dimostrato che i corticosteroidi sono in grado di alleviare i sintomi sul breve periodo, ma non rappresentano una soluzione efficace sul lungo periodo; inoltre possono avere effetti collaterali, quindi il numero di iniezioni che potete effettuare è limitato, di solito è consigliabile non effettuare più di tre iniezioni all’anno.
  • Intervento chirurgico. Di solito è riservato ai casi in cui il nervo compresso provoca debolezza significativa, incontinenza fecale o urinaria oppure ai casi in cui il dolore peggiora progressivamente o non migliora con le altre terapie

Rimedi naturali

Nel caso si sia verificata una vera e propria sciatica alcuni rimedi naturali  possono venire in soccorso, da un lato limitando la sintomatologia dolorosa e dall’altro riducendo l’infiammazione stessa.

Entrambi possono essere assicurati da un rimedio naturale come il ribes nigrum, dotato sia di proprietà antinfiammatorie che analgesiche che lo rendono un ottimo surrogato di FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e farmaci cortisonici. Simili effetti sono poi garantiti dall’artiglio del diavolo  e dal salice bianco.

L’artiglio del diavolo rappresenta un’ottima soluzione nel caso di infiammazione muscolo-scheletrica così come nell’eventualità che questo avvenga per il nervo sciatico o ischiatico. Presenta però alcune possibili controindicazioni legate al dosaggio ed è quindi consigliato ricorrervi dietro consulto del proprio medico curante, rispettandone in maniera scrupolosa le dosi consigliate.

Attenzione alle dosi da prestare anche per quanto riguarda il salice bianco, di norma associato agli effetti assicurati dall’aspirina (del quale rappresenta un sostituto naturale). Possiede proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche e come il farmaco se ne raccomanda l’assunzione a stomaco pieno. Svolge inoltre un’azione anticoagulante e deve essere assunto con particolare cautela dai soggetti più sensibili.

Tra gli altri rimedi consigliati troviamo l’arnica montana, con cui è possibile preparare degli impacchi utilizzando tintura madre al 10-20% (evitare in ogni caso il contatto con eventuali ferite), oltre all’argilla verde , facile da preparare e utilizzare.

La Nux Vomica È il rimedio omeopatico più utile nei dolori lombari. Il dosaggio (5 granuli) può andare dalla 5 CH alla 15 CH ed essere assunto da 2 a 4 volte al giorno a seconda della corrispondenza e della gravità dei sintomi. Se il dolore lombare si irradia anche a una gamba (sciatica) si può associare Colocynthis (9-15). Se però il dolore migliora con il movimento, può essere indicata Ruta graveolens (5 CH).

In caso di traumi alle gambe è bene per i primi due giorni porre degli impacchi freddi sulla parte dolorante, per ridurre l’evolversi del problema. Trascorso questo periodo si passerà alla “terapia del calore“: riscaldando la parte diminuirà il dolore e si accelererà il processo di guarigione.

Correggere infine se necessario la propria postura e pratica una leggera attività di stretching ogni giorno, avendo cura di evitare movimenti bruschi e di sforzare in maniera eccessiva l’arto.

 

 

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