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Wellness

Estratti vegetali e prevenzione delle recidive di infezione da Escherichia coli

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Le infezioni semplici dell’apparato urinario (Uncomplicated Urinary Tract Infections, UTI) sostenute da Escherichia coli sono considerate tra le malattie infettive più comuni.

Il batterio dell’E. coli è il più classico rappresentante della flora microbica intestinale dell’uomo e di molti animali a sangue caldo. È  un microrganismo Gram – appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae che contribuisce alla digestione del cibo ed alla produzione di numerose vitamine essenziali.

Sebbene solitamente l’E. coli non provochi malattie, esistono delle varianti che presentano una certa patogenicità. Tra queste ne figura una relativa ai ceppi di E. coli uropatogeni, batteri fortemente adesivi provvisti di diverse strutture filamentose superficiali, in particolare le fimbrie, che permettono loro di aderire alla cellula ospite e di diventare in tal modo fortemente invasivi.

Le infezioni da Escherichia coli vengono trattate, in terapia standard, prevalentemente con trimetoprim-sulfametoxazolo e, in alternativa, con i fluorochinoloni. Nell’ambito della valutazione di alternative terapeutiche, è da ritenersi auspicabile, dal punto di vista clinico, una profilassi mirata alla prevenzione dell’insorgenza delle recidive dell’infezione dopo l’iniziale esito positivo del trattamento antibiotico.

CRANBERRY (O MIRTILLO ROSSO)

È possibile ottenere una riduzione delle recidive di UTI per assunzione a lungo termine di cranberry ad elevato dosaggio; tuttavia i dati disponibili risultano essere piuttosto eterogenei.

In relazione all’azione molecolare di estratti di mirtillo rosso, l’attuale stato delle conoscenze si basa principalmente su 2 pubblicazioni di Foo et al., da cui si evidenzia che le proantocianidine di tipo A sarebbero responsabili dell’effetto nei confronti di E. coli uropatogeni portatori di fimbrie di tipo P, che determinano, tuttavia, solo una piccola parte delle UTI.

RIMEDI VEGETALI UTILIZZATI NELLA TRADIZIONE FITOTERAPICA

Ricerche di questo tipo sono state estese anche ad altre piante tradizionalmente impiegate per il trattamento delle UTI.

Per esaminare le proprietà antiadesive degli estratti vegetali, sono state impiegate cellule di E. coli A 2980. Dopo essere state poste in incubazione con gli estratti per un paio di ore, le cellule batteriche sono state aggiunte alle colture di cellule vescicali T24 per un ulteriore periodo di incubazione di 2 ore. La quantificazione del numero di batteri adesi alle cellule ospite, rilevata mediante citometria a flusso, ha dimostrato che la riduzione dell’adesione batterica alle cellule vescicali più significativa è stata determinata dagli estratti ottenuti dai rizomi di Agropyron repens L. (IC25 = 630 μg/ml) e dagli stigmi di Zea mays L. (IC50 = 1040 μg/ml).

Applicando un diverso approccio metodologico, andando, cioè, a valutare se, e in quale misura, gli estratti in studio potessero avere un effetto sulle strutture antigeniche delle cellule vescicali tale da ridurre la possibilità di legame delle cellule batteriche a questi siti, sono stati invertiti i passaggi: le cellule vescicali sono state poste prima in incubazione con gli estratti  e successivamente con i batteri marcati. Tre estratti in particolare hanno dimostrato una netta azione inibitoria relativamente all’adesione:

  • foglie di betulla (Betula spp.): IC50 = 415 μg/ml;
  • foglie di orthosiphon (Orthosiphon spp.): IC50 = 1330 μg/ml;
  • foglie di ortica (Urtica spp.): IC25 = 580 μg/ml.

(Rafsanjany N, Lechtenberg M, Petereit F, Hensel A. Antiadhesion as a functional concept for protection against uropathogenic Escherichia coli: in vitro studies with traditionally used plants with antiadhesive activity against uropathogenic Escherichia coli. J Ethnopharmacol 2013; 145:51-597).

CONCLUSIONI

Dai risultati emersi in questo studio, per le 5 droghe selezionate sono state identificate chiare proprietà antiadesive nei confronti dell’uropatogeno E. coli A 2980. Al momento sono in corso approfonditi studi al fine di individuare le molecole responsabili di tali effetti e i target cellulari più significativi per l’inibizione dell’adesività batterica all’epitelio vescicale.

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