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Artiglio del diavolo, equiseto e bambù per la cura dei dolori muscolari e osteoarticolari

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Le manifestazioni dolorose a livello dell’apparato osteoarticolare, siano esse di entità lieve o moderata, oppure elevata, rendono comunque difficoltosi i normali gesti quotidiani (lavarsi e vestirsi, alzarsi, camminare, igiene, svolgere attività, mangiare, raggiungere ed afferrare oggetti), influendo negativamente sulla qualità della vita. A tal proposito esistono dei rimedi naturali in grado di alleviare questi fastidi e di lenire il dolore restituendo alle parti interessate una sensazione di benessere.

Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens)

Dolori muscolari 2 (artiglio del diavolo)L’arpagofito è una pianta perenne a fusti striscianti originaria della Namibia, impropriamente chiamata artiglio del diavolo, denominazione che sembra derivare dai movimenti inconsulti e frenetici che compiono gli animali quando calpestano i suoi frutti portanti spine curve e taglienti. L’utilizzo di elezione di questa pianta è a carico dell’infiammazione articolare dove svariati studi hanno dimostrato l’efficacia nel diminuire l’infiammazione associata in casi di tendiniti e periartriti. Le sostanze considerate farmacologicamente attive sono contenute a livello delle radici secondarie e sono iridoidi in forma glicosidica, il più abbondante dei quali è l’arpagoside, dotato di un effetto analgesico e spasmolitico. Tuttavia, come per la maggior parte delle droghe, la somministrazione del singolo principio attivo non riproduce esattamente l’attività osservata con il fitocomplesso in toto, avendo esso attività analgesica ma non antiinfiammatoria.
Sebbene l’efficacia clinica in caso di osteoartrite sia stata dimostrata, i target molecolari dell’artiglio del diavolo non sono del tutto chiari. Secondo i risultati di alcuni studi effettuati di recente, il meccanismo di azione sembra essere legato all’inibizione degli enzimi coinvolti nei meccanismi di infiammazione, tra cui quelli deputati alla sintesi delle prostaglandine, importanti mediatori chimici dell’infiammazione [1]
Per quanto riguarda la tossicità e gli effetti secondari si ricorda che l’arpagofito non deve essere utilizzato durante la gravidanza perché contiene sostanze ad effetto ossitocico, cioè che possono dare origine a processi di contrazione uterina, né durante l’allattamento per la presenza di componenti iridoidi, tra cui l’arpagoside, che sono amare. Inoltre, per tale motivo, come tutti gli amari questa pianta è controindicata in soggetti affetti da ulcera e anche in associazione con farmaci anticoagulanti. L’artiglio del diavolo può essere impiegato in associazione con il bambù nel caso di reumatismi e con l’equiseto nel caso di artrosi, tendiniti e mal di schiena.

Equiseto (Equisetum arvense) e bambù (Bambousa arundinacea)

Dolori muscolari 3 (equiseto)Pianta vascolare la prima, cioè dotata di tessuti specializzati per il trasporto di soluzioni, e canna esotica la seconda, impiegate rispettivamente per la parte aerea sterile e per l’essudato dello stelo, sono entrambe piante caratterizzate da una straordinaria ricchezza minerale, in particolare di silicio. Questo oligoelemento è molto importante per il corpo, soprattutto per la pelle e per le ossa. StiDolori muscolari 4 (bambù)mola la sintesi del collagene contenuto nei tessuti ossei e connettivi e contribuisce così alla ricostruzione della cartilagine distrutta nel corso di malattie articolari come l’artrosi.
A questa azione benefica sulle articolazioni, si aggiunge un effetto rimineralizzante. L’apporto di silicio permette di evitare la demineralizzazione responsabile della fragilità ossea (osteoporosi) che si genera in particolare durante la menopausa.

1. Fiebich BL., Muñoz E., Rose T., Weiss G., McGregor GP. Molecular targets of the antiinflammatory Harpagophytum procumbens (devil’s claw): inhibition of TNFα and COX-2 gene expression by preventing activation of AP-1. Phytother Res. 2012 Jun; 26(6): 806-11.

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