Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!

Insonnia, i rimedi naturali per curarla

Condividi con:

Il termine insonnia deriva dal latino “insomnia” e significa mancanza di sogni. Dal punto di vista clinico, l’insonnia è lo stato in cui una persona percepisce il proprio sonno come insufficiente o insoddisfacente.insonnia
In altre parole, la persona non ha un sonno riposante in quanto o dorme troppo poco oppure dorme male (deficit quantitativo e qualitativo).
Infatti chi ne soffre di solito lamenta di non essere in grado di dormire che per pochi minuti alla volta o di agitarsi nel letto durante la notte.
Il sonno è indispensabile per il nostro equilibrio psicofisico, per cui per chi soffre di questo problema, soprattutto se cronico, può andare incontro ad un deficit nel sonno che è estremamente nocivo per la salute dell’insonne.
In alcuni casi il primo episodio di insonnia è associato ad una condizione di stress o ad un evento stressante: un nuovo lavoro, un esame scolastico, la nascita di un figlio, ecc. In questo caso di si può parlare comunemente di insonnia da stress: di solito colpisce persone più predisposte a sperimentare ansia di fronte ad un ostacolo o difficoltà.
Le donne sembrano essere le più colpite da questo tipo di disturbo, in genere a causa della loro maggiore ansietà rispetto agli uomini.
 I sintomi di questo tipo di insonnia sono le difficoltà di addormentamento, gli incubi e i risvegli mattutini precoci. Dal punto di vista sintomatico, l’insonnia si presenta in tanti modi diversi, viene infatti classificata tenendo conto di almeno tre parametri: la sua durata, le possibili cause e la tipologia.
Nella sua durata, l’insonnia varia da persona a persona e può subire modificazioni nel corso della vita di uno stesso individuo. Può esserci insonnia occasionale, transitoria o cronica. Rispetto alle possibili cause si può distinguere l’insonnia primaria – non organica – quando la persona non ha alcuna patologia correlata e non vi sono cause apparenti che spiegano l’insonnia. Mentre si parla di insonnia secondaria quando è causata da altre malattie fisiche o problemi psicologici (es. depressione, ansia, ecc.)
Per tutti comunque l’insonnia è un problema che può pregiudicare seriamente la qualità della vita. Ecco allora che ci sono alcuni rimedi naturali che vengono in aiuto. Rimedi che possono essere utilizzati anche sfruttando sinergie ed abbinamenti in modo da massimizzare i risultati ed evitare di ricorrere ai farmaci sedativi classici (es. le benzodiazepine, i farmaci più utilizzati per combattere l’insonnia). Le piante officinali che favoriscono il sonno sono numerose:

la valeriana (Valeriana officinalis), i suoi benefici soprattutto come calmante sono noti, e sono massimi nelle persone che soffrono di insonnia iniziale (cioè hanno difficoltà ad addormentarsi) anche a causa di un temperamento ansioso.
Ha un’azione tranquillante in quanto agisce sul sistema nervoso centrale e alcuni studi hanno dimostrato che riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità delle prime ore di sonno. Si trova sotto forma di preparato per infusione, ma anche di estratto secco.
Si deve ricordare che quest’ultimo è in genere la forma da preferire perché è fortemente concentrata e le dosi di principi attivi sono più controllate e uniformi.
Spesso gli estratti secchi sono utilizzati per fare preparazioni associando più piante (come per esempio, valeriana, melissa ed escolzia) per migliorarne l’efficacia.

l’escolzia , come la Valeriana, è una pianta ipnoinducente (da ipnos = sonno). E’ una delle migliori erbe per curare l’insonnia. Dalle parti aeree si ottengono alcaloidi, fitosteroli, carotenoidi e flavonoidi che le conferiscono ottime proprietà sedative ed ipnoinducenti. Gli alcaloidi, in particolare, agiscono sul SNC inducendo rilassamento muscolare e favorendo una buona qualità del sonno durante tutta la notte evitando risvegli improvvisi. Tra i principi attivi del fitocomplesso spicca la protopina efficace per la sua attività sedativa. Grazie a tutte queste sostanze questa pianta è particolarmente indicata in caso di disturbi del sonno caratterizzati da insonnia e risvegli frequenti ma anche in caso di stress, irritabilità e nervosismo. Vien utilizzata sotto forma di infusi, tinture madri, compresse o capsule di estratto secco ed è sconsigliata in caso di assunzione contemporanea di psicofarmaci e sedativi.

la passiflora ha proprietà spiccatamente rilassanti a livello del sistema nervoso centrale, quindi è utile per l’ansia durante il giorno poiché agisce anche sull’umore, ma anche la sera per favorire un sonno sereno e un risveglio piacevole; ideale nelle turbe della menopausa, associata alla Valeriana.
La lavanda e il tiglio sono sedativi del sistema nervoso centrale, quindi sono indicati negli stati di agitazione nervosa, ansia e insonnia; il loro utilizzo è particolarmente appropriato quando vi siano problemi alle vie respiratorie che possono disturbare il sonno, come tosse, asma, pertosse, per le loro proprietà antisettiche e spasmolitiche . La melissa è consigliata negli stati ansiosi e per l’insonnia nervosa; può essere utile quando si consuma una cena un po’ pesante per la digestione, per le sue proprietà antidispeptiche , eventualmente associata alla camomilla , che ha un’azione sedativa e spasmolitica a livello intestinale, anche se ovviamente la sera è preferibile evitare pasti pesanti.

la melissa è perfetta per le persone che faticano a prender sonno con una frequenza sporadica, soprattutto quando l’incapacità di rilassarsi deriva da ansie e stress vissuti durante il giorno. Lievemente calmante, migliora anche la qualità del sonno della fase centrale, riducendo le probabilità di risvegli continui.

il biancospino , definito la “Valeriana del cuore” per la sua azione calmante cardiaca, è specifico contro la tachicardia, ma interviene beneficamente anche sull’insonnia, poiché agisce sull’ansia che, come sappiamo, è una delle cause dell’insorgere di questo disturbo.
Anche i fiori di arancio dolce possono essere utilizzati come coadiuvanti contro l’insonnia, per la loro azione rilassante e sedativa contro l’ansia, il nervosismo, lo stress.

Il tiglio : la sua azione sedativa è particolarmente consigliata alle persone che somatizzano l’ansia a livello di disturbi non soltanto legati alla sfera del sonno, ma anche di tipo intestinale. È la più adatta ai bambini e non provoca sonnolenza durante il giorno.

la lavanda (Lavanda Angustifolia): dai suoi fiori si ottengono tannini, acido ursolico, flavonoidi ed un olio essenziale (ricco di numerosi principi attivi) che donano alla pianta un’efficace azione sedativa e calmante sul SCN da utilizzare in caso di insonnia, stress e agitazione. Basta, in alcuni casi, aggiungere qualche goccia del suo olio essenziale ad una tazza di acqua calda prima di dormire per conciliare il sonno oppure utilizzare lo stesso olio per massaggi o per inalazioni in modo da alleviare i disturbi del sonno. La ritroviamo sotto forma di infusi, tinture madri, estratti secchie d essenze.

la griffonia è ricca di triptofano, il precursore della serotonina, il neurotrasmettitore coinvolto nel miglioramento del sonno e dell’umore; questa pianta può essere associata, quando l’insonnia è causata da depressione media o lieve, a piante specifiche per migliorare l’umore, come la Rodiola e l’iperico, oltre a quelle più propriamente sedative, ipnoinducenti e rilassanti. Infatti, l’associazione di diverse piante, che agiscono in sinergia fra loro, potenzia gli effetti positivi di ciascuna sul sonno.

Quando con l’età diminuisce la produzione di Melatonina da parte dell’organismo ( la melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, situata alla base del cervello, che regola il ritmo sonno-veglia. Il suo rilascio è stimolato dall’oscurità mentre è inibito dalla luce ed è molto utile per curare l’insonnia, ridurre lo stress e rafforzare il sistema immunitario ) oppure in caso di lunghi viaggi in cui si ha un cambiamento di fuso orario, può essere utile un’integrazione di questa sostanza, per riportarla a livelli normali, e per riequilibrare l’orologio biologico alterato dal cosiddetto jet-lag.

Molto importante è il magnesio orotato , vale a dire un sale di magnesio in cui il minerale è complessato con vitamina B13 (acido orotico). Questo elemento è fondamentale ed è utilizzato dal nostro organismo in caso di stress; di conseguenza, si può dedurre che in simili circostanze i livelli di magnesio calano fortemente. Tale elemento è inoltre cofattore di molti enzimi, tra cui quelli che regolano il sonno. L’abbinamento droga minerale (Mg) con sostanza naturale (vitamina B13) conferisce al prodotto una grande validità, poiché complessando il magnesio a vitamine lo si rende maggiormente sfruttabile dal nostro organismo.

Alimenti che interferiscono con il sonno e quali quelli che lo favoriscono
Il cioccolato è uno stimolante naturale che deve essere quindi evitato soprattutto prima di andare a letto. Un po’ come il caffé, che contiene la caffeina, il cioccolato è ricco di tiramina e feniletilamina che agiscono come eccitanti sul sistema nervoso.
Crauti, melanzane, vino, salsiccia, pancetta affumicata, formaggi sono alimenti in grado di alterare il sonno poiché stimolano il rilascio di tiramina e altri stimolanti cerebrali.
I cibi pronti o precotti, oltre che poco salutari, sono invece zeppi di glutammato monosodico che talvolta può suscitare reazioni di iperstimolazione.
Carboidrati e zuccheri raffinati contenuti in diversi prodotti da forno (biscotti, baguette, pasta, pane, ciambelle, ecc) sono ostici da digerire e quindi non indicati per essere consumati durante le ore serali.
Via libera, invece, al riso e l’avena che con il loro notevole contenuto di triptofano e l’alta digeribilità favoriscono il riposo notturno.
Consigliati anche la ricotta e gli spinaci ricchi di fibre, vitamine e acido folico che agevolano il rilassamento dei tessuti muscolari.

Rispondi